La NASCAR (National Association for Stock Car Auto Racing) è una serie non molto conosciuta in Europa, ma che oltreoceano ha un seguito di pubblico che attualmente non ha eguali in nessuna altra disciplina motoristica, compresa la F1. Il sito web ufficiale è '''http://www.nascar.com''' , ma andiamo con ordine…
LA STORIA
Alla fine della Seconda Guerra Mondiale ci fu un aumento considerevole di richieste di automobili negli States, che coincisero con il ritorno in patria dei soldati americani. Le industrie produttrici di armi presto si convertirono a produrre automobili e il risultato fu l'arrivo sul mercato di nuove, robuste e veloci vetture, in grado di incantare le persone per la loro bellezza. Vennero così organizzate le prime gare, legali e illegali, e questo movimento cominciò a prendere forma diventando sempre più grande ed incontrollabile. L'America occidentale non era appassionata di corse automobilistiche, quella centrale preferiva le ruote scoperte, mentre quella orientale si è innamorata follemente delle stock car (molte delle quali venivano addirittura modificate per trasportare clandestinamente le bevande alcoliche). Questa passione per le corse automobilistiche promose velocemente la nascita di un'organizzazione con le sue regole che trasformarono queste competizioni in un vero e proprio sport. Fu così che nacquero la NCSCC (National Championship Stock Car Circuit) e la NSCRA (National Stock Car Racing Association), tanto per citarne 2 delle più famose. Sfortunatamente queste serie non riuscirono a sfondare su tutto il territorio statunitense, il budget era basso e molte volte i piloti non vedevano un dollaro alla fine della corsa.
Il 14 dicembre 1947, Bill France, che fece parte già della NSCRA, decide di incontrare tutti i leader delle più importanti associazioni motoristiche per cercare di dare vita ad uno sport automobilistico nazionale. Ci vollero solamente 4 giorni per stendere il regolamento e per scegliere il nome: NASCAR (National Association for Stock Car Auto Racing). L'associazione fu creata ufficialmente nel 21 febbraio 1948. Si corse da subito con vetture pre-guerra modificate; solamente più tardi si cominciarono ad utilizzare le vetture di serie modificate. Il primo campionato fu organizzato con ben 52 gare ed il primo vincitore fu Red Byron che guadagnò $1250.
Nel 1949; il lungimirante Bill France mise in pratica la sua prima idea: una serie con vetture non modificate (
strictly stock) che non riscosse subito un grande successo nell'ambiente. Le polemiche partirono già dalla prima gara di Charlotte, dove vinse Glenn Dunnaway con la sua Ford 1947, ma venne squalificato perché gli riscontrarono le sospensioni posteriori modificate, così la vittoria venne data a Jim Roper che si intascò $5000 con la sua Mercury 1949. Il campionato fu fatto solamente di otto gare e fu vinto nuovamente da Red Byron. E da qui ai giorni nostri il passo è stato breve…la NASCAR prima di tutto è tradizione!
La timeline
- 1950: Il campionato con le vetture strettamente derivate dalla serie prese il nome di Grand National e fu mantenuto fino al 1985. Il primo speedway nacque a Darlington. La prima 500 miglia fu corsa a Darlington.
- 1953: La NASCAR comincia ad applicare e a far rispettare severamente il regolamento; molti piloti che non avevano compilato correttamente i moduli di iscrizione vengono penalizzati dall'organizzazione.
- 1959: Prima Daytona 500 sul nuovissimo tracciato Daytona International Speedway. La prima configurazione del tracciato usò parte della spiaggia e la mitica Highway 10 del lungomare di Daytona (attualmente ancora in funzione).
- 1960: Prima diretta televisiva realizzata dalla CBS a Daytona.
- 1964: Le prime morti in pista di piloti, causate da incidenti. Persero la vita Fireball Roberts, Joe Weatherly e Jimmy Pardue. Questo fece introdurre nella NASCAR il concetto di sicurezza; infatti nacque il roll cage (roll bar) ad opera di Banjo Matthews, un famoso costruttore.
- 1967: Primo utilizzo dei "templates". Furono introdotti per cercare di frenare i costruttori (Ford, General Motors e Chrysler) che tentavano di aggirare le regole, utilizzando nuove varianti aerodinamiche sulle versioni ufficiali delle stock car. Furono aumentati i controlli sulle vetture e per semplificarli, la NASCAR utilizzò i templates che riproducevano esattamente il profilo ed il modello della stock car. Oggi solamente l'aspetto esteriore rimane simile alle controparti prodotte di serie; tutto il resto, per ovvie ragioni di sicurezza, viene modificato, ma sempre rispettando le ferree regole imposte dalla NASCAR.
- 1970: Buddy Baker passa la velocità di 200 mph (322 km/h) a Talladega, guidando la Dodge Daytona equipaggiata con un alettone posteriore. Questo tipo di vettura fu proibito in seguito, sempre in conformità al concetto di "strictly stock", fortemente voluto dalla NASCAR.
- 1972: Il figlio di Bill France prende il posto del padre nella direzione della NASCAR. Arrivano i primi sponsor significativi sulle vetture, come il mitico STP di Richard "King" Petty o la Coca-Cola di Bobby Allison.Prime modifiche al sistema di attribuzione dei punti per la classifica generale. Arriva in NASCAR Darrell Waltrip che comincia la sua fantastica carrirera con un 27mo posto a Talladega. La NASCAR Grand National prende il nome di Winston Cup Grand National.
- 1976: Leggendaria Daytona 500 dove negli ultimi 20 giri Richard Petty e David Pearson danno vita ad un leggendario duello. Petty rimase con la vettura ferma a bordo della pista mentre Pearson riuscì a portarla al traguardo andando a 20mph.

- 1981: Riduzione della distanza tra gli assi da 115"(2.92m) a 110" (2.79m).
- 1984: Richard Petty segna la sua 200ma ed ultima vittoria a Daytona di fronte a Presidente Reagan. È la prima corsa NASCAR che vede il presidente degli Stati Uniti come spettatore.
- 1986: La Winston Cup Grand National diventa la Winston Cup.
- 1987-1997: La NASCAR riscuote sempre più successo tra il pubblico televisivo e gli spettatori in pista. Comincia la leggenda di Dale "The Intimidator" Earnhardt, 7 volte campione NASCAR.
- 1997: La passione per le stock car contagia anche l'America occidentale e vengono costruiti gli speedway di Texas e California, alla modica cifra di $110 milioni di dollari.
- 1998: Prima gara a Las Vegas e numerose nuove piste vengono messe in lista di scelta per i futuri campionati.
- 2001: Muore Dale Earnhardt in un tragico incidente a Daytona; gli succede Jeff Gordon, che attualmente è il pilota più titolato in attività, nonché il più famoso. La mitica numero "3" di "The Intimidator" entra di diritto nella storia della NASCAR.
- 2004: La Winston Cup prende il nome di Nextel Cup
Le leggende della NASCAR:
| 1948-1949 | Red Byron
| 1950-1960 | Curtis Turner, Lee Petty, Herb Thomas, Buck Baker, Tim Flock
| 1960-1975 | Richard Petty, Fireball Roberts, David Pearson
| 1975-1985 | Darrell Waltrip, Cale Yarborough, Bobby Allison, Buddy Baker
| 1985-1997 | Dale Earnhardt, Bill Elliot, Mark Martin, Rusty Wallace
| 1998-2005 | Jeff Gordon, Tony Stewart, Bobby Labonte, Jeff Burton
Vittorie (aggiornato dal 1949 al 2005):
| 1 | Richard Petty | 200
| 2 | David Pearson | 105
| 3 | Bobby Aliison | 85
| 4 | Darrell Waltrip | 84
| 5 | Cale Yarborough | 83
| 6 | Dale Earnhardt | 76
| 7 | Jeff Gordon | 73
| 8 | Lee Petty | 55
| 8 | Rusty Wallace | 55
| 10 | Ned Jarret | 50
| 10 | Junior Johnson | 50
LA GARA
Start:

Le auto sono allineate nella pit road su due file dietro alla pace car, in base all'ordine di arrivo delle qualifiche, corse nei giorni antecedenti la gara. L'autore della pole position si trova nella fila interna (inside line, sugli ovali si gira in senso anti-orario), il pilota che ha ottenuto il secondo tempo si trova a fianco del poleman sulla fila esterna (outside line), e via via tutti gli altri. Dopo la cerimonia di apertura della competizione con il leggendario "Gentlemen, start your engine!" dello speaker, si da inizio alla gara, la pace car esce dai box con dietro tutte le auto sempre disposte su 2 file. Al contrario della F1 dove la partenza viene fatta da fermo, nella NASCAR è lanciata e, dopo tre warm lap, nel momento in cui la pace car rientra ai box, le vetture procedono lentamente per poi accelerare quando il direttore di gara sventola la bandiera verde che segna l'inizio alla gara. I piloti danno sfogo agli oltre 750 hp della vettura e in pista comincia la battaglia che durerà dalle 3 alle 4 ore, a seconda della lunghezza della gara. Per i fans della NASCAR il momento della partenza e il più eccitante di tutta la corsa e quello che si prova non può essere descritto con nessuna parola.
Durante la corsa:
Quando in gara c'è un incidente, la decisione di esporre la bandiera gialla (yellow flag) e di neutralizzare la corsa in regime di caution spetta al direttore di gara; se le auto coinvolte non creano ostacolo e pericolo per gli altri piloti (detriti e fluidi in pista), si tende a far continuare la corsa, altrimenti viene neutralizzata. In caso di incidenti che coinvolgono molte vetture (i mitici "big one") o in caso di peggioramento delle condizioni atmosferiche (non si corre con la pista bagnata), il direttore di gara può sospendere temporaneamente la corsa esponendo la bandiera rossa (red flag) o di fermare totalmente l'evento. In caso di esposizione della bandiera gialla la pace car entra in pista e le vetture si accodano a lei procedendo a velocità ridotta e congelando le posizioni solamente dopo aver terminato il giro.

Il periodo di caution è il momento ideale per andare ai box a fare il rifornimento e il cambio gomme. Il pit stop è molto meno evoluto rispetto alla F1, ma è sicuramente più affascinante e divertente da vedere. Attorno alla vettura possono stare solamente 4 persone. Una fa il pieno di carburante, 2 cambiano le gomme con gli avvitatori ad aria e uno è l'addetto al sollevamento della vettura per permettere la sostituzione delle gomme. L'operazione dura una ventina di secondi, ma è fondamentale essere il più rapidi possibile per poter guadagnare preziose posizioni nello schieramento, prima della ripartenza. Gli altri tecnici del team (il "crew") devono stare tutti oltre il muro di protezione e forniscono il loro aiuto da lì (tolgono la polvere al radiatore, alzano e abbassano l'indicatore del box il "lecca-lecca", puliscono il vetro e passano i pneumatici ai due addetti al cambio gomme).

Il restart è una fase molto concitata; se ci sono dei piloti doppiati questi andranno a formare la inside line, mentre tutti quelli nel giro del leader staranno nella outside line (negli ultimi 10 giri di gara ci sarà solamente una fila sola). Quando il direttore di gara smette di sventolare la bandiera gialla (con l'aumentare della tecnologia sono state messe delle luci lungo tutto il tracciato che indicano ai piloti lo stato della corsa), indica che il giro dopo ci sarà la ripartenza; la pace car rientra ai box e le vetture ripartono a tutta allo sventolare della bandiera verde, come allo start. Non è cosa rara nella NASCAR prendere una bandiera nera (black flag) per aver infranto il regolamento; vedremo successivamente i motivi che scaturiscono l'uscita della black flag e le pene da scontare. In caso di uscita della bandiera gialla, il primo dei doppiati guadagna un giro (lucky dog in slang americano).
Finish:
Il direttore di gara mostra la bandiera bianca (white flag) al leader per indicargli che manca solamente un giro alla fine della corsa, per poi sventolare successivamente la bandiera a scacchi (checkered flag), che indica la fine della corsa e decreta la classifica finale.
Qualche accorgimento:
Qualsiasi gara NASCAR è contata per il numero di miglia percorse in gara (1 miglio = 1,6 km). La Daytona 500, la Pepsi 400, ecc., sono tipici esempi e i piloti dovranno percorrere un numero tale di giri per raggiungere la distanza prevista, che spesso dipende dal tipo di circuito, dalla velocità media raggiunta in pista, in modo tale che la corsa duri approssimativamente 4 ore. In un super-speedway come Daytona o Talladega, dove le velocità medie si attestano sulle 200mph (320kmh circa!!!) la gara viene percorsa sulle 500 miglia (800km), mentre su tracciati più stretti e con velocità medie più basse come New Hampshire si può scendere fino a 300 miglia (500km).
La velocità della pace car in pista corrisponde alla velocità massima (speed limit) che deve essere tenuta nella corsia box. Le vetture NASCAR non hanno il visualizzatore della velocità (il nostro contachilometri), ma solamente il contagiri che segnala il numero di giri motore. Le luci gialle lampeggianti della pace car indicano che è stato raggiunto il limite di velocità in pista. Se nella corsia box si oltrepassa lo speed limit, viene esposta la bandiera nera al pilota che ha commesso l'infrazione. Ci sono 2 pace car in pista: una all'inizio dello schieramento ed una a metà per dare anche ai piloti a fondo del gruppo la possibilità di regolare il tachimetro allo speed limit.
LE BANDIERE

Tutti gli sport utilizzano un sistema universale di comunicazione. Le gare in tutte le divisioni della NASCAR non fanno eccezione e sono controllate attraverso un sistema di bandiere colorate, gestite direttamente dal direttore di gara. Sono in totale 8 i tipi di bandiere, che includono i tre famosi colori utilizzati per il controllo del traffico urbano.
Bandiera verde:
Indica la partenza della gara o la ripartenza in seguito ad una neutralizzazione.
Bandiera gialla:
Anche chiamata "caution flag" indica ai piloti che ci sono dei pericoli in pista e che questi devono rallentare, per accodarsi alla pace car.
Bandiera rossa:
Indica la fermata della corsa, causata da gravi incidenti o pessime condizioni atmosferiche, che pregiudicano la sicurezza in pista. L'esposizione può essere temporanea oppure totale e la gara non verrà più ripresa.
Bandiera blu con strisce diagonali gialle o arancio:
Viene esposta ai piloti che stanno per essere doppiati dal leader della corsa.
Bandiera nera:
Viene associata anche ad un indicatore luminoso messo in modo tale che i piloti riescano a vedere bene chi deve scontare una bandiera nera. Le ragioni per l'uscita della bandiera nera sono molteplici; indica che la vettura di un pilota sta perdendo detriti o fluidi e deve fermarsi ai box, indica una penalità da scontare con uno stop&go o un drive through nella pit lane, in seguito ad un mancato rispetto delle regole
In regime di gialla è vietato sorpassare qualsiasi vettura, compresa la pace car.
Entrando al pit i piloti non possono eccedere la speed limit. Se ciò avviene viene inflitto uno stop&go di 15sec da scontare appena terminate le operazioni programmate al pit.
Uscendo dal pit non non possono eccedere la speed limit. Se ciò avviene sarà data la black flag.
Uscendo dal pit bisogna percorrere la corsia di accelerazione e non si potrà rientrare nella carreggiata di gara se non quando lo spotter avviserà di poterlo fare ("merge when you can!"), ovvero nel punto prefissato dagli organizzatori di gara. Qualora non si rispettasse questa regola in regime di bandiera verde viene inflitta la black flag, in regime di bandiera gialla invece il pilota sarà costretto ad accodarsi in fondo alla linea più lunga ("go to the end of the longest line"). In certe piste le corsie di decelerazione per l'entrata al pit sono ben delimitate (per esempio da una striscia di erba a destra). Se un pilota esce con i pneumatici dal bordo di questa corsia sarà punito con uno stop&go .
In partenza e in ripartenza non si può sorpassare il leader se non dopo la finish line. Se ciò fosse fatto si viene inflitta una black flag o uno stop&go .
In partenza e in ripartenza non si può sorpassare chi ci precede prima della finish line passando a sinistra. Se ciò fosse fatto il pilota che ha commesso l'infrazione riceve una black flag o uno stop&go .
Quando esce la bandiera gialla solo i piloti a pieni giri possono entrare subito al pit, cioè appena è aperta la corsia dei box, i doppiati invece potranno entrare solo il giro dopo.
Se una vettura si danneggiasse al punto di perdere fumo, liquidi o pezzi di carrozzeria si riceverà la black flag e il pilota sarà costretto a rientrare ai box per riparare i danni.
Guidare in contromano, anche per brevi tratti, zigzagare senza motivo in modo pericoloso darà origine alla squalifica dalla gara (per fortuna non si è mai visto finora).
Uscendo dal pit se in fondo alla corsia dei box ci fosse un commissario con in mano lo stop signal, non si potrà passare oltre e bisognerà attendere la comparsa del go signal. Nel caso non si rispettasse questa regola si sarà obbligati a rimanere in fondo alla linea più lunga.
Se durante la gara si sono accumulate diverse penalità, si sarà obbligati a soste di 40sec oltre la prima penalità per ogni ulteriore penalità ricevuta.
Se durante la gara non c'è stato modo di scontare le penalità comminate, a fine gara si sarà penalizzati di un giro sull'ordine di arrivo per ogni penalità non scontata.
In qualifica si sarà squalificati in caso di taglio di una curva, eccesso di velocità al pit, guida in senso contrario.
Durante la ripartenza non si può scontare una black flag. Si potrà scontare solo dopo aver completato almeno un giro dalla ripartenza.
Bandiera nera con strisce diagonali bianche:
Viene esposta al pilota che deve scontare la bandiera nera e ha solo più a disposizione un giro per farlo, pena la squalifica dalla corsa.
Bandiera bianca:
Indica che manca un solo giro al termine della corsa.
Bandiera a scacchi (bianca e nera):
Indica la fine della corsa.
I PUNTEGGI
Il barometro che decide il successo o il fallimento di una stagione intera.
Il vincitore di ciascuna gara NASCAR riceve 180 punti. Fino alla sesta posizione c'è un decremento di 5 punti/posizione, dalla settima all'undicesima c'è un decremento di 4 punti/posizione, dalla dodicesima in poi di 3 punti/posizione.
Vengono poi dati 5 punti di bonus per aver compiuto almeno un giro in testa ed altri 5 punti per aver compiuto il maggior numero di giri in testa. Come si può vedere, questo sistema di punteggi non premia eccessivamente il vincitore della gara, ma da più risalto ai piloti che durante la stagione riescono a piazzare bene la propria vettura con costanza. Nella Nextel Cup, dopo la 26ma gara della stagione, i top 10 della classifica generale più tutti i piloti che hanno un distacco dal leader inferiore ai 400 punti entrano a disputare la "Chase for the Championship", ovvero saranno gli unici ad avere la possibilità di ambire alla vittoria finale della Nextel Cup. Questi avranno un aggiustamento ed un compattamento dei punteggi per dare più spettacolo nel finale di stagione; il pilota primo in classifica prenderà 5050 punti e di seguito tutti gli altri "contenders" distaccati di 5 punti/posizione.
I PREMI IN DENARO
Il sistema di attribuzione dei premi in denaro per il risultato ottenuto in gara può sembrare a prima vista molto complicato; ad esempio può succedere che un pilota che arrivi davanti ad un altro guadagni una cifra di denaro sensibilmente inferiore ad uno che si è piazzato dietro; vediamo di scoprire il perché.
La ragione principale è dovuta al fatto che il pilota che ha vinto il titolo della stagione precedente o che corre per un team che ha primeggiato sempre nell'anno precedente, ha diritto ad una serie di premi speciali che un pilota al suo rimo anno di NASCAR (il "rookie") non ha. Ogni evento, oltre ai prefissati premi in denaro, si porta dietro una serie di altre premiazioni, per lo più dovute agli sponsor che intervengono per supportare l'evento. Per i piloti i più importanti premi addizionali sono il NASCAR Nextel Leader Bonus e il Gatorade Front Runner Award.
Il NASCAR Nextel Leader Bonus è un premio che viene dato al pilota che vince l'evento, se questo poi diventa anche il leader della classifica generale.
Il gatorade Front Runner Award viene dato al pilota che compie il maggior numero di giri in testa durante la corsa. Solo da un paio d'anni esiste un premio speciale per chi conquista la pole position durante le qualificazioni.
Diversi sono i premi addizionali per i team e per i costruttori, che insieme ai piloti vanno a formare delle vere e proprie classifiche sui guadagni ottenuti durante la stagione.
I TRACCIATI
La NASCAR gareggia per lo più su ovali, con 2 soli eventi su circuiti stradali durante la stagione. Gli ovali, hanno caratteristiche ben distinte uno dall'altro e richiedono degli assetti differenti che non sempre è facile trovare. A grandi linee possiamo dire che gli ovali si distinguono uno dall'altro per la grandezza e per la forma. In base alla grandezza possiamo avere Short Track, Speedway e Super-Speedway, in base alla forma abbiamo ovali, triovali e ovali "D shaped" (a forma di D). Prima di analizzare le piste volevo aprire una piccola parentesi sul fatto che sulla quasi totalità degli ovali le stock car viaggiano sempre in quarta marcia (le restanti 3 vengono utilizzate per la ripartenza e per i pit stop) e non scalano mai in curva, cosa che potrebbe sembrare blasfema agli occhi di una persona che è cresciuta a pane e F1. L'unico ovale dove nella NASCAR alcuni piloti tendono a scalare è Pocono, per via dei suoi lunghi rettilinei e delle sue strette curve. Altra piccola postilla è il fatto che molti vedendo un ovale pensano che questo abbia 2 curve; errore! Gli ovali sono caratterizzati tutti dall'avere 4 curve (tranne i triovali dove ne contano 3).
Short Track:
Sono ovali cortissimi, in genere vanno da ¼ a ½ miglio. Sono i tracciati che più sollecitano il motore della stock car a causa delle fortissime accelerazioni, dei giri medi e delle temperature elevate del motore. Nelle serie inferiori (Busch Series e Craftsman Series) si corrono molte più gare sugli Short Track. I catini più famosi sono senz'altro Bristol, Martinsville e Richmond. Per darvi un'idea di come siano diversi tra loro gli ovali sappiate che Bristol è un ovale con le curve che hanno una pendenza molto marcata (il termine tecnico dell'inclinazione di una curva è "banking") e, nonostante sia molto corto si riescono a spuntare delle velocità di tutto rispetto. Al contrario Martinsville ha un banking ridottissimo sulle curve e le vetture sono costrette a percorrere le curve a velocità ridotta. Richmond invece è un ovale "D-Shaped" che assomiglia già ad uno Speedway, ma dove le velocità sono nettamente inferiori. In queste piste le vetture presentano il massimo carico aerodinamico, gomme più sgonfie e un assetto soft, atto a cercare quanta più aderenza possibile, dato che serve grip per scaricare subito la potenza del motore a terra, a scapito della velocità di punta.
Speedway:
La maggior parte degli ovali della Nextel Cup sono degli Speedway. Hanno una lunghezza che varia da 1 miglio a 2 miglia e sono caratterizzati da delle velocità elevatissime in pista, che su alcuni tracciati arrivano a toccare e superare le 200mph (320kmh circa). Per lo più sono "D shaped" ma anche qui i diversi banking e i raggi delle curve li rendono unici in tutto e per tutto; si passa dal piatto speedway di Las Vegas fino ai più tradizionali speedway di Atlanta, Texas, Charlotte (dove si corre la gara più lunga della Nextel Cup, la Coca-Cola 600), Phoenix, Chicago per finire sui velocissimi tracciati di Michigan e California. Tra gli Speedway che si distinguono per una forma diversa dal solito citiamo Darlington, il più vecchio Speedway della NASCAR, che presenta una forma ad uovo, con le prime 2 curve che hanno un raggio molto più ampio delle successive due e portano i piloti a scegliere il giusto compromesso per l'assetto. Altro Speedway particolare è sicuramente quello di Indianapolis, lo stesso dove si corre ogni anno la mitica 500 miglia, che presenta 4 curve completamente separate e inframmezzate da rettilinei. C'è poi il triovale di Pocono, unico della Nextel Cup, che presenta tre curve completamente diverse una dall'altra. Infine ci sono gli Speedway con la forma tradizionale ovale come New Hampshire, Dover e Homestead. Con l'aumentare della velocità media sul giro, l'aerodinamica e la velocità di punta prendono il sopravvento sulla tenuta di strada; si vedono così vetture più scariche e rigide, con pneumatici decisamente più gonfi. La scia comincia ad avere più importanza rispetto agli Short Track ed è molto facile assistere a gare dove vincono piloti che hanno risparmiato la vettura e le gomme stando in scia agli avversari.
Super-Speedway:
Sono circuiti da 2,5 miglia dove le stock car viaggiano "a tavoletta" per tutta la durata della corsa. Daytona e Talladega sono gli unici tracciati attualmente in Nextel Cup. Su queste piste le vetture vengono depotenziate e l'organizzazione non consente di modificare molti parametri dell'assetto, per cercare di mantenere alto il livello di sicurezza e per far modo di non avere troppe differenze aerodinamiche tra una stock car e l'altra.
Il depotenziamento del motore viene fatto attraverso una placca di restrizione ("restrictor plate") che limita il motore a 6500 giri/min, ma nonostante questo si riescono a toccare in scia velocità medie prossime alle 200 miglia orarie (Bill Elliot riuscì a toccare le 218mph in qualifica a Daytona). Le gare sui Super-Speedway sono molto divertenti perché si viaggia tutti insieme in gruppo (il "draft") e le scie hanno un ruolo determinante durante tutta la gara; stando in scia un pilota può risparmiare benzina e guadagnare quei 2-3 giri che possono fare la differenza, oppure si può dare una spintarella al pilota che lo precede per fargli guadagnare miglia e posizioni ("bump drafting"). Alle volte queste spinte sono troppo forti ed è proprio qui che il pubblico assiste a spettacolari incidenti, che in passato sono arrivati a coinvolgere anche 20 vetture contemporaneamente, soprannominati simpaticamente in slang "Big One"; anche una sola ammaccatura può avere effetti devastanti sull'aerodinamica e sulla velocità di punta della vettura; bisogna sapere uscire fuori al momento giusto, cercando di mantenere la stock car il più possibile integra, per essere al top nei giri che contano. E' il sogno di ogni pilota della NASCAR vincere la 500 miglia di Daytona.
Circuiti Stradali:
Ogni tanto, durante la stagione capita di vedere le stock car girare anche a destra; questo succede quando la Nextel Cup arriva all'appuntamento con i 2 stradali in programma durante la stagione: Infineon e Watkins Glen (dove in passato ha gareggiato anche la F1). Si vede da subito che il circuito stradale non è l' habitat naturale delle stock car, che sono molto pesanti e non hanno rapidi cambi di direzione in curva. Sono praticamente le uniche piste dove si usa il cambio con costanza, ma lo spettacolo che ne esce fuori è nettamente inferiore a quello offerto su ovale (da qui l'intento dell'organizzazione di limitarli il più possibile).
Questo è attualmente il panorama dei tracciati presenti nella classe regina della NASCAR. Staremo a vedere in futuro cosa si inventeranno per aumentare sempre di più lo spettacolo in pista.
LO SPOTTER
Ovvero…quando quattro occhi vedono meglio di due!
Lo spotter è la persona che parla via radio con il pilota, aggiornandolo costantemente sull'andamento della corsa. Solitamente lo spotter è il capo meccanico (crew chief) del team e si siede su una postazione sopraelevata appunto per poter avere la visuale completa dell'ovale. Nei primi anni della NASCAR lo spotter era un vero e proprio angelo custode del pilota e i suoi consigli potevano realmente fare la differenza in una corsa. Lo spotter era la mente, il pilota era il braccio…e anche il piede. Lo spotter, a differenza del pilota, riesce ad avere una visuale tale da avere il completo controllo della corsa, così può fornire preziosi consigli sul ritmo da tenere, se stare in scia ad un pilota oppure se sorpassarlo, se rientrare ai box oppure se rimanere fuori fino alla fine del carburante. Come ho detto in precedenza NASCAR è tradizione; all'interno della vettura non troverete il volante con i mille bottoni, che ti dicono tutto sullo stato della tua vettura e sui tempi che stai facendo. Il pilota dentro una stock car non ha niente se non la voce del suo spotter. Negli ultimi anni la telemetria ha fatto il suo ingresso anche nella NASCAR e l'esperienza di uno spotter e stata sostituita mano a mano dai molti dati che i computer moderni riescono a campionare sulle stock car. In ogni caso il pilota non ha modo di vedere in gara questi dati e sarà sempre compito dello spotter comunicare tempestivamente queste informazioni, cercando di escogitare nel minor tempo possibile la tattica vincente.
Per capire l'importanza di uno spotter vi consiglio la visione del film "Giorni di Tuono" ("Days of Thunder"), dove Tom Cruise interpreta un arrembante pilota alla ricerca del successo nella NASCAR e che inizia a vincere le gare proprio quando comincia a fidarsi ciecamente del suo spotter (bellissima la scena "50 giri a modo tuo, 50 giri a modo mio").
LE SERIES
Anche la NASCAR ha la sua suddivisione nei vari gironi, così come in moltissimi altri sport. I gironi ufficiali sono tre e poi esistono altre competizioni nazionali meno importanti chiamate Weekly Series; infine ci sono le Series regionali dove un pilota comincia a fare i suoi primi passi. Le tre serie principali sono la Nextel Cup, la Busch Series e la Craftsman Truck Series. Di tutte queste Series il fornitore di pneumatici e unico, Good Year, anche se attorno agli anni '90 la Hoosiers aveva fatto un timido tentativo di provare a contrastare il colosso americano.
Molti team hanno vetture per correre in tutte le Series principali, per cui si vedono molti piloti fare al sabato la gara della Busch Series e la domenica quella della Nextel Cup (il calendario è fatto in modo tale da avere gli stessi tracciati nello stesso week end di gara), ma vale lo stesso per la Craftsman Truck Series. Immaginate per cui lo stress al quale è sottoposto un pilota che in 2 giorni può arrivare a percorrere anche 1600km di gara!
Nextel Cup:
La classe regina della NASCAR, ha un calendario di 36 eventi da febbraio a novembre. Dovunque si sposta il circus della NASCAR gli ovali si riempiono sempre. Attualmente, dopo l'abbandono della Pontiac, sono solamente 3 i costruttori delle stock car: Chevrolet, Ford e Dodge.
Busch Series:
Il trampolino di lancio verso la Nextel Cup; le vetture sono del tutto simili a quelle della classe regina, ma sono meno potenti e più governabili. Attualmente, dopo l'abbandono della Pontiac, sono solamente 3 i costruttori delle stock car: Chevrolet, Ford e Dodge.
Craftsman Truck Series:
In questa serie si usano i Pick-Up, che a quanto pare stanno iniziando a riscuotere un discreto successo di vendite anche in Europa, visto che se ne vedono sempre di più in giro. Corrono per lo più su Short Track, viste le loro velocità non elevatissime. Ai soliti costruttori in questa serie è presente anche la Toyota, unica rappresentante non americana, che ha annunciato di voler entrare molto presto anche in Nextel Cup.
I COSTRUTTORI
Ford:
Colse la sua prima vittoria nel 1950 con Jimmi Florian e fino ai giorni nostri è riuscita a collezionare ben 546 vittorie, diventando la casa produttrice più titolata della NASCAR. Attualmente i piloti più rappresentativi sono Kurt Busch e Matt Kenseth, entrambi vincitori recentemente di un titolo NASCAR nella classe regina, senza dimenticare l'intramontabile Mark Martin.
Chevrolet:
Dopo l'abbandono della Pontiac nel 2003, molti team sono passati alla Chevrolet per disputare queste ultime 2 stagioni. La sua prima vittoria risale al 1955 con Fonty Flock e attualmente sono 532 le vittorie conquistate, per cui in piena lotta con la Ford, sua rivale da sempre. I suoi piloti più rappresentativi in attività sono Jeff Gordon, Tony Stewart, Jimmie Johnson e Dale Earnhardt Jr., figlio dell'indimenticabile "The Intimidator".
Dodge:
Ritornata nel 2003 di gran carriera la Dodge è pronta ormai a disputare una stagione ad altissimo livello, dopo le vittorie colte in questo ultimo campionato. La sua prima vittoria risale al 1953 con Lee Petty e sono 179 le vittorie colte all time. I suoi piloti più rappresentativi sono Ryan Newmann, i veterani Bill Elliot e Rusty Wallace, il rookie 2004 Casey Khane.
Toyota:
La Toyota è presente esclusivamente nella Craftsman Truck Series fin dal 1979, ma sono anni che si parla di un suo probabile ingresso in Nextel Cup.
LE VETTURE
Le vetture (mi limito a prendere in analisi quelle della Nextel Cup che conosco meglio), anche se fatte da costruttori diversi, hanno delle peculiarità del tutto simili, infatti le prestazioni in pista sono molto omogenee. Ho veramente poca esperienza in materia, ma dalle molte gare NASCAR che ho visto, ho notato che la differenza non la fa la Chevy, la Ford o la Dodge, ma il lavoro dei singoli team che riescono ad effettuare sulle vetture, al di là della bravura di ogni singolo pilota, che ha sempre un grande peso sul risultato finale. Non è un caso infatti trovare sempre nelle primissime posizioni i piloti Chevy dell’Hendrick Motorsports (Johnson, Gordon, Busch, Vikers), o quelli Ford del Roush Racing (Biffle, Kenseth, Martin, Busch, Edwards), perché hanno un pacchetto motore-assetto che sulla distanza fa la differenza; nel 2005 Jeff Gordon dopo una vittoria stratosferica nella Daytona 500 ha avuto una serie continua di guai meccanici (motore, cambio, freni) alla sua #24 che lo ha di fatto escluso dal Chase for the Championship e questa situazione ha creato una marea di problemi all’Hendrick Motorsports, il team più titolato di queste ultime stagioni. Ho quasi perso il filo del discorso; dunque visto che bene o male le vetture NASCAR si somigliano molto farò una comparazione tra una vettura di serie che trovate dal concessionario e la sua controparte racing utilizzata in Nextel Cup, per vedere le differenze tra le due.
| | | Chevrolet Montecarlo di serie | Chevrolet Montecarlo NASCAR
| ESTERNO | Passo | 110.5 in. | 110.5 in.
| | Lunghezza | 197.9 in. | 197.9 in.
| | Larghezza | 72.7 in. | 72.7 in.
| | Altezza | 55.2 in. | 55.2 in.
| | Interasse ant. | 62 in. | 62 in.
| | Interasse post. | 61.4 in. | 61.4 in.
| | Peso in ordine di marcia | 3.340 lbs. | 3.500.lbs
| TELAIO | Trazione | Anteriore | Posteriore
| | Tipo di Telaio | Unitized body | Tube Frame
| | Sospensione ant. | Indipendente | Indipendente
| | Sospensione post. | Indipendente | Assale rigido
| | Sterzo | Idroguida a cremagliera | Idroguida a circolazione di sfere
| | Freni | 4 freni a disco con ABS | 4 freni a disco
| | Ruote | 16 in. x 6.5 in. | 9.5 in. x 15 in.
| | Pneumatici | P225/60R16 | 28 x 12.00 x 15
| MOTORE | Tipo | 3800 cc OHV Series II V6 | V8
| | Cilindrata | 3.8 liters 12-valve (231 Cu. In.) | 358 cu. In
| | Rapporto di compressione| 9.4:1 | 12.0:1
| | Alimentazione | Iniezione sequenziale | 830 cfm 4-barrel (carburatore)
| | Potenza | 200 hp @ 5,200 rpm | 725 hp @ 7,800 rpm
| | Coppia | 225 ft. Lbs. @ 4,000 rpm | 535 ft. lbs. @ 6,000 rpm
| | Autonomia | 20/Città 29/Autostrada MPG | 4.5 (Ovale) MPG
| CAMBIO | Tipo | 4 marce automatico | 4 marce manuale
| CAPACITA’| Serbatotio | 17 galloni | 22 galloni
| | Lubrificazione | 4.5 gt. | 20 gt.
| | Raffreddamento | 11.7 gt. | 14 gt.
| | Passeggeri | 5 | 1
Come potete vedere il telaio è praticamente identico tra le due vetture (strictly stock) e nella vettura NASCAR non ci sono tutti quegli optional che aiutano il pilota, come il cambio automatico e l’ABS. La più grande differenza è senza dubbio la trazione, dove nelle NASCAR viene spostata sul posteriore, altrimenti, con il loro peso, brucerebbero i pneumatici in pochissimi giri. Ci sarebbero moltissimi altri spunti sulle vetture ma forse è meglio fare un analisi a parte parlando dell’assetto.
FILOSOFIA NASCAR
Se paragonata alla F1 possiamo dire che i due sport motoristici stanno agli antipodi. La NASCAR è tradizione, la F1 è evoluzione. Evoluzione che però sta facendo scomparire col passare degli anni quello che in realtà dovrebbe essere sempre esaltato: il talento del pilota. Una Ferrari o una McLaren male assettate andranno sempre più forte di una Minardi con un grande assetto, anche se a guidarla c’è il più forte pilota di tutti i tempi. Questo per fortuna nella NASCAR non succede (o almeno succede solo in parte, in quanto i team che possiedono un grande budget sono comunque avvantaggiati sugli altri) e ogni gara ha sempre diversi piloti in grado di poter puntare alla vittoria e fino alla bandiera a scacchi l’incertezza regna sovrana. Credo che un po’ di filosofia NASCAR nel cocktail della F1 farebbe senz’altro bene; una serie orientata totalmente sull’evoluzione avvantaggia troppo i team che hanno un budget elevato e il pacchetto vettura/motore è di gran lunga più importante del talento del pilota.
Visto che stanno agli antipodi sarebbe bello si riuscisse a trovare in un futuro prossimo una serie che riesca a cogliere tutto ciò che c’è di buono da questi due sport. Per il momento trovo più appagante lo spettacolo proposto dalle stock car, con duelli ad ogni curva, sportellate e rivalità in pista che si fanno sentire, incidenti e molto molto altro ancora. Vedremo se si riuscirà a portare le stock car a correre anche in Europa.
Spero questa piccola guida su cos’è la NASCAR vi abbia fatto piacere, siete liberi di completarla e migliorarla, visto che lo scopo della Flying Pig Pedia è proprio questo.
Realizzato da Dieghi 15:52, Dic 30, 2005 (CET)
Ringraziamo Jean Bizouard che ci ha dato il permesso di
tradurre e modificare parte dei suoi testi dalla pagina
e di usare alcune delle sue foto.
http://membres.lycos.fr/binuxracing/
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